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Gioielli e potere: un connubio senza tempo

Una città come Venezia, già di per sé un gioiello che il mondo intero ci invidia, ospita a Palazzo Ducale, un’importante mostra di sicuro interesse per gli appassionati di gioielleria: “Tesori di Moghul e dei Maharaja – La Collezione Al Thani”. Approda in Italia e sarà visitabile fino al 3 gennaio prossimo, un’esposizione che ha già toccato Londra, New York e Parigi, con incredibile consenso di pubblico davanti a tanta maestrìa orafa. Varietà di pietre, design e metalli preziosi di tradizione principalmente indiana, offrono una panoramica sulla collezione dello sceicco del Qatar, Al Thani.

Due gioielli della collezione Al Thani in mostra a Venezia, Palazzo Ducale – Sala dello Scrutinio: a sinistra il famoso diamante “Agra” di oltre 32 carati, scoperto nel 1526 e soggetto a più tagli durante i secoli;
a destra un magnifico collier con pietre preziose e perle.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Tiara papale, detta “Triregno” per i tre ordini di corone
aggiunti nei secoli a simboleggiare il triplice potere pontificio
attraverso la visibile ricchezza di oro e pietre preziose.

I pezzi in esposizione non sono solo gioielli, vi si trovano anche oggetti di fattura artigianale europea a completamento delle cinque sezioni della mostra. E’ indubbio, però, che la sezione orafa faccia la parte del leone, portando l’attenzione all’utilizzo delle pietre e dell’oro come simbolo di potere, sia esso politico o religioso. Papi e regnanti di tutto il mondo, infatti, hanno sempre avuto arricchita la loro immagine da elementi in metalli e pietre preziose, opera di famosi artigiani che per devozione o per fama, amavano realizzare questi pezzi unici. L’Italia vanta molteplici esempi in questo senso a partire dai tesori del Vaticano. Come non pensare alla Tiara papale? Il copricapo che il Sommo Pontefice assumeva durante la cerimonia dell’incoronazione ed usava portare nelle funzioni solenni, è stata accresciuta nei secoli e arricchita da Bonifacio VIII con splendide gemme nel XIII secolo, per farla diventare simbolo dell’autorità papale.

 

 

La collana di San Gennaro realizzata intorno
al 1600 dall’orafo Michele Dato e arricchita
nei secoli, è un classico esempio di opulente
gioielleria quale simbolo del potere religioso.

Un altro esempio di prezioso sfarzo, in ambito religioso italiano, è dato dal tesoro di San Gennaro di Napoli. Ancora una volta il simbolo religioso veste i panni dell’oreficeria più sapiente. La Collana di San Gennaro è uno dei gioielli più preziosi esistenti al mondo, testimonianza della devozione tributata al Santo dalla città e dai regnanti nel corso dei secoli. Tredici grosse maglie in oro massiccio al quale sono appese croci tempestate di zaffiri e smeraldi, realizzato dal maestro orafo Michele Dato, insieme ad altri artigiani, in soli cinque mesi di sapiente lavoro.

 

 

 

Maria Josè di Savoia in una foto ufficiale d’epoca indossa preziosi gioielli realizzati dal maestro orafo Luigi Musy.

Ma non dimentichiamo che accanto al potere religioso si è sempre trovato il potere politico e anche l’Italia ha avuto il suo periodo di regno sabaudo, ricco di gioielli della Corona. Pendenti, medaglioni, spille ed altri gioielli di casa Savoia parlano di un secolo di storia italiana. Molti di questi oggetti rimangono vere e proprie opere di arte orafa che furono create dalla gioielleria torinese Musy padre & figli, una tra le più antiche d’Europa. Per la sua perizia nel settore, Luigi Musy venne nominato addirittura mastro orologiaio della casa reale e le sue creazioni furono di ispirazione per intere generazioni di gioiellieri italiani.

 

 

 

Parure Bulgari del 1965 con collana detta “a bavaglino”.

Di potere, quindi, in senso lato, si può parlare attraverso simboli, più che mai tangibili, come possono essere i gioielli. Il messaggio visivo dato da un gioiello resta impresso più di mille parole. La scelta di un determinato monile parla, per immagini, di chi lo indossa. Lo stile possente di alcuni gioiellieri è dedicato ad un certo tipo di pubblico che, attraverso di esso, concretizza la propria immagine. Ad esempio Bulgari, che non a caso venne detto “l’amico delle dive”. L’orafo di origine greca, che emerge a Roma a partire dalla fine del 1800, realizzerà creazioni destinate ad esponenti dello star system che, attraverso lo sfoggio di gioielli importanti e imponenti, volevano sottolineare il potere della propria persona.

 

 

 

La scelta di un gioiello non è mai per caso, è sempre fatta per trasmettere un messaggio. Semmai si può dire che è uno strumento per parlare di sé, senza dimenticare che “apparire” non vuol dire “essere”, e anche l’immagine del potere può essere illusoria, ma a volte di illusioni ci si nutre e cosa meglio di un gioiello può aiutare a farlo? Sfarzo, ricchezza, potere e molto altro, possono essere indossate come l’abito di Cenerentola per farci vivere un sogno, almeno per un pò. Potere dei gioielli, provare per credere!

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